02/04/2025
La mostra è esposta il 2 e 3 aprile al centro congressi di Darfo Boario Terme
Dal divario salariale a quello pensionistico. E' questo il messaggio della mostra "E la paga la davo in famiglia" promossa in occasione del XII Congresso della Fnp Lombardia dal Coordinamento Politiche di Genere.
"Se ai primi del '900 c'era il tema delle condizioni di lavoro disumane, del lavoro sottopagato e spesso irregolare come lavandaie, mondine, contadine, oggi c'è un altro grande divario di genere: quello delle pensioni" spiega Liliana Chemotti, responsabile del Dipartimento Politiche di genere della Fnp Lombardia.
Nonostante negli ultimi decenni l'occupazione femminile sia cresciuta, i dati dell'Inps mostrano come negli ultimi 20 anni, in termini nominali, il divario di genere nelle pensioni è cresciuto in maniera costante passando da 3.900 euro nel 2001 a 6.200 euro nel 2022.
"In Italia più che in altri paesi europei, continuano a gravare ritardi e disequilibri che agiscono sulle differenze di genere nella sfera pubblica e privata, imputabili sia a resistenze culturali che a rigidità sui cambiamenti nel ruolo di cura all'interno delle famiglie che limitano molto la partecipazione femminile alla vita sociale e lavorativa. La storia sindacale ci dice che questo paese ha sempre fatto fatica a riconoscere la dignità dell'apporto al lavoro delle donne, spesso relegate ai margini dell'occupazione perchè il lavoro era dequalificato, sottopagato fatto di fatiche quotidiane a cui si sommavano invisibili cure famigliari" prosegue Chemotti.
La mostra, esposta presso il Centro Congressi di Darfo Boario Terme il 2 e il 3 aprile, vuole far riflettere sul tema delle condizioni di lavoro delle donne agli inizi del secolo, ma anche sollecitare riflessioni e azioni del sindacato rispetto alle diseguaglianze di genere quando si raggiunge la pensione. "Nei nostri territori oltre il 50% delle iscritte sono donne. Il tema ci riguarda tutti" prosegue Chemotti. "Nella nostra organizzazione le donne sono sempre più consapevoli del ruolo che possono svolgere nelle nostre sedi in un cammino condiviso,ma che valorizzi le loro specificità per una concreta partecipazione alla vita sindacale rivolta alle future iniziative di proselitismo, presenza ai tavoli di negoziazione, spinta generativa e formazione".